Frittura di paranza
Il pescato del golfo in tutta la sua semplicità
La frittura di paranza è il piatto più libero e gioioso della cucina di mare napoletana. Pesci piccoli del Golfo — triglie, alici, merluzzetti, calamari, seppioline — infarinati e fritti in olio bollente fino a diventare croccanti e dorati. Si mangia con le mani, con spicchi di limone, guardando il mare.
Ingredienti
Preparazione
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1Pulizia pesce
Pulire i pesci: eviscerarli e sciacquarli bene. Pulire calamari e seppioline, tagliarli ad anelli. Asciugare tutto molto bene con carta assorbente: l’umidità è il nemico della frittura croccante.
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2Infarinare
Mettere la semola in una busta o ciotola ampia. Aggiungere il pesce in piccoli gruppi, agitare per infarinare uniformemente. Scrollare via la farina in eccesso passando il pesce in un colino.
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3Temperatura olio
Scaldare abbondante olio di arachide in una padella profonda a 180°C. Verificare con un pezzetto di pane: deve sfrigolare e dorare in 30 secondi.
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4Friggere in gruppi
Friggere il pesce in piccoli gruppi per non abbassare la temperatura dell’olio. I pesci piccoli: 2-3 minuti. Calamari e seppioline: 2 minuti. Non sovraffollare mai la padella.
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5Scolare e servire
Scolare su carta assorbente abbondante. Salare immediatamente. Servire subito, caldissima, con spicchi di limone.
Valori nutrizionali
Valori medi per porzione. Possono variare in base agli ingredienti utilizzati.
Il segreto della frittura croccante: pesce asciuttissimo, semola (non farina 00), olio a temperatura costante e frittura in piccoli gruppi. Non coprire mai la frittura: si ammorbidisce.








